Data la natura del problema, i farmaci da soli frequentemente non sono abbastanza per alleviare il dolore cronico. E’ ciò che hanno affermato i medici Robert Bonakdar, Director of Integrative Pain Services and Co-Chair, Scripps Green Hospital Pain Management Committee, Scripps Center for Integrative Medicine, La Jolla, California, e David C. Leopold, Director of Integrative Medical Education and Director of the Integrative Medicine Weight Management Program, Scripps Center for Integrative Medicine, La Jolla, California, durante una conferenza sul trattamento del dolore cronico.
Secondo i due medici, le terapie alternative non sono pensate per sostituire, ma per aumentare i metodi tradizionale di controllo del dolore. L’attenzione alla connessione fra mente e corpo migliora il senso globale di benessere dei pazienti. L’intervento dei due relatori è stato apprezzato, in particolare per la combinazione di medicina “high-tech” e cura “high-touch” (tecnologia unita a contatto umano) nella filosofia e nella pratica di lavoro del medico di famiglia.
Fonte: AAFP: The American Academy of Family Physicians, 2005 Scientific Assembly.
12 gennaio 2006
11 gennaio 2006
L'ipnosi prenatale per facilitare il parto senza complicazioni
L’ipnosi prenatale facilita le nascite senza complicazioni.
I fattori psicosociali sono importanti nel distinguere le nascite con complicazioni da quelle senza complicazioni. Seguendo una valutazione psicosociale, 520 venti donne in stato interessante, al loro primo o secondo semestre di gravidanza, sono state divise in modo randomizzato ai gruppi di ipnosi prenatale o ai gruppi di sola attenzione. Nei gruppi di ipnosi gli obiettivi erano ridurre la paura del parto e della maternità, ridurre l’ansia, ridurre lo stress, identificare paure specifiche che potessero portare a complicazioni durante il travaglio e preparare le donne all’esperienza del travaglio.
Le donne sottoposte a ipnosi prenatale hanno ottenuto risultati significativamente migliori. I risultati suggeriscono che l’ipnosi funzioni facendo in modo che i fattori emozionali negativi non portino necessariamente ad un parto con complicazioni.
Fonte: Ipnosi - Rivista italiana di ipnosi clinica e sperimentale
I fattori psicosociali sono importanti nel distinguere le nascite con complicazioni da quelle senza complicazioni. Seguendo una valutazione psicosociale, 520 venti donne in stato interessante, al loro primo o secondo semestre di gravidanza, sono state divise in modo randomizzato ai gruppi di ipnosi prenatale o ai gruppi di sola attenzione. Nei gruppi di ipnosi gli obiettivi erano ridurre la paura del parto e della maternità, ridurre l’ansia, ridurre lo stress, identificare paure specifiche che potessero portare a complicazioni durante il travaglio e preparare le donne all’esperienza del travaglio.
Le donne sottoposte a ipnosi prenatale hanno ottenuto risultati significativamente migliori. I risultati suggeriscono che l’ipnosi funzioni facendo in modo che i fattori emozionali negativi non portino necessariamente ad un parto con complicazioni.
Fonte: Ipnosi - Rivista italiana di ipnosi clinica e sperimentale
10 gennaio 2006
L'ipnosi in dermatologia: psoriasi e altre malattie dermatologiche
Ipnoterapia per psoriasi, acne, alopecia, dermatite atopica, herpes ed orticaria.
L' ipnosi può favorire il miglioramento di numerose malattie dermatologiche, se non addirittura promuoverne le risoluzione. La conferma sperimentale di questa consapevolezza clinica è giunta dallo studio di Shenefelt, Ricercatore presso la divisione di Dermatologia della University of South Florida. Le malattie della pelle comprese nello studio sono psoriasi, acne, alopecia, dermatite atopica, herpes ed orticaria. Inoltre l'ipnoterapia può ridurre il dolore, il prurito e gli aspetti psicosomatici legati a questo tipo di malattie.
Il meccanismo tramite il quale l'ipnosi produce un miglioramento dei sintomi e delle lesioni cutanee è legato alla regolazione del flusso sanguigno e di altre funzioni del sistema nervoso autonomo che normalmente non sono sotto il nostro controllo conscio.
In più, il rilassamento, che accompagna l'ipnosi, produce modificazioni positive nel funzionamento del sistema neuro-ormonale.
Infine, la terapia ipnotica aiuta a controllare abitudini scomode e ulteriormente lesive e a sviluppare una analgesia di lunga durata. Riducendo quindi l'entità dei sintomi quali il dolore ed il prurito, l'ipnosi riduce anche il carico di ansia al quale il paziente si trova continuamente sottoposto.
L'autore dello studio conclude che, pur non essendoci ancora dati certi per affermare che l'ipnosi possa diventare la terapia d'elezione in casi del genere, viene comunque dimostrata la sua efficacia come coadiuvante, soprattutto nei casi più resistenti e dove vi sia un significante fattore emozionale nello scatenamento della psoriasi stessa.
Io credo però che l’ipnosi sia un ottima terapia per imparare a gestire certe ansie e certi stress in senso preventivo. Insegnare l’autoipnosi in questi casi può essere una delle migliori forme di prevenzione. A volte la persona ha il timore che il costo sia elevato – è quello che viene affermato da molti medici anche – in realtà l’ipnosi è una terapia breve e i costi sono contenuti, rispetto a molte altre forme di terapia psicologica.
Fonte: Shenefelt PD , Dermatol Ther 2003 ; 16 : 114-122
L' ipnosi può favorire il miglioramento di numerose malattie dermatologiche, se non addirittura promuoverne le risoluzione. La conferma sperimentale di questa consapevolezza clinica è giunta dallo studio di Shenefelt, Ricercatore presso la divisione di Dermatologia della University of South Florida. Le malattie della pelle comprese nello studio sono psoriasi, acne, alopecia, dermatite atopica, herpes ed orticaria. Inoltre l'ipnoterapia può ridurre il dolore, il prurito e gli aspetti psicosomatici legati a questo tipo di malattie.
Il meccanismo tramite il quale l'ipnosi produce un miglioramento dei sintomi e delle lesioni cutanee è legato alla regolazione del flusso sanguigno e di altre funzioni del sistema nervoso autonomo che normalmente non sono sotto il nostro controllo conscio.
In più, il rilassamento, che accompagna l'ipnosi, produce modificazioni positive nel funzionamento del sistema neuro-ormonale.
Infine, la terapia ipnotica aiuta a controllare abitudini scomode e ulteriormente lesive e a sviluppare una analgesia di lunga durata. Riducendo quindi l'entità dei sintomi quali il dolore ed il prurito, l'ipnosi riduce anche il carico di ansia al quale il paziente si trova continuamente sottoposto.
L'autore dello studio conclude che, pur non essendoci ancora dati certi per affermare che l'ipnosi possa diventare la terapia d'elezione in casi del genere, viene comunque dimostrata la sua efficacia come coadiuvante, soprattutto nei casi più resistenti e dove vi sia un significante fattore emozionale nello scatenamento della psoriasi stessa.
Io credo però che l’ipnosi sia un ottima terapia per imparare a gestire certe ansie e certi stress in senso preventivo. Insegnare l’autoipnosi in questi casi può essere una delle migliori forme di prevenzione. A volte la persona ha il timore che il costo sia elevato – è quello che viene affermato da molti medici anche – in realtà l’ipnosi è una terapia breve e i costi sono contenuti, rispetto a molte altre forme di terapia psicologica.
Fonte: Shenefelt PD , Dermatol Ther 2003 ; 16 : 114-122
09 gennaio 2006
Linguaggio ipnotico e canto; Ipnosi e musica
Musica e ipnosi, Biomusicologia
Per quale motivo il ritmo e la cadenza della voce dell’ipnotista possono essere molto importanti nell’ipnosi, sia classica che conversazionale? Azzardiamo un’ipotesi stimolata da un intervento di W. Tecumseh Fitch, biomusicologo, autore di ricerche e saggi sulla comunicazione animale.
Darwin aveva affrontato il problema dell’evoluzione del linguaggio umano e, come molti teorici dopo di lui, pensava che una facoltà così complessa non poteva essere nata già perfetta ma doveva aver attraversato una fase intermedia, quella che oggi chiamiamo protolinguaggio.
Notando che la musica era un universale umano, Darwin formulò l’ipotesi secondo la quale il protolinguaggio sarebbe stato simile alla musica e “i ritmi e le cadenze dell’oratoria deriverebbero da facoltà musicali sviluppatesi in precedenza”.
Per analogia con il canto degli uccelli, Darwin sosteneva che le prime capacità musicali fossero state rafforzate dalla selezione sessuale: “il ritmo e le note musicali sono state acquisite dai progenitori maschi o femmine dell’umanità allo scopo di incantare l’altro sesso”. Oggi si sa che il canto può avere anche una funzione di protezione del territorio.
Darwin sapeva anche che l’apprendimento è un elemento centrale sia del canto animale che del linguaggio umano e serve a distinguerli da altri cosiddetti canti (gibboni, rane, grilli), i quali sono innati.
L’idea darwiniana di un protolinguaggio simile alla musica è affascinante e coerente con i dati cognitivi e neurali che abbiamo a disposizione. Alla biologia e all’evoluzione della musica, cioè alla nascente biomusicologia, viene ormai rivolto l’invito a frequentare più assiduamente la biolinguistica, in modo da farci capire le basi biologiche della musica e soprattutto aspetti profondi e complessi del rapporto tra cognizione e cultura umana.
Un ipotesi interessante è che il linguaggio ipnotico, con i suoi ritmi, le sue cadenze e la sua “semplicità” sintattica, sia quello che più di ogni altro si avvicina al protolinguaggio. Questo spiegherebbe la sua possibilità di influire su aspetti profondi della nostra mente e della nostra esperienza.
Link: SconfinataMente
Per quale motivo il ritmo e la cadenza della voce dell’ipnotista possono essere molto importanti nell’ipnosi, sia classica che conversazionale? Azzardiamo un’ipotesi stimolata da un intervento di W. Tecumseh Fitch, biomusicologo, autore di ricerche e saggi sulla comunicazione animale.
Darwin aveva affrontato il problema dell’evoluzione del linguaggio umano e, come molti teorici dopo di lui, pensava che una facoltà così complessa non poteva essere nata già perfetta ma doveva aver attraversato una fase intermedia, quella che oggi chiamiamo protolinguaggio.
Notando che la musica era un universale umano, Darwin formulò l’ipotesi secondo la quale il protolinguaggio sarebbe stato simile alla musica e “i ritmi e le cadenze dell’oratoria deriverebbero da facoltà musicali sviluppatesi in precedenza”.
Per analogia con il canto degli uccelli, Darwin sosteneva che le prime capacità musicali fossero state rafforzate dalla selezione sessuale: “il ritmo e le note musicali sono state acquisite dai progenitori maschi o femmine dell’umanità allo scopo di incantare l’altro sesso”. Oggi si sa che il canto può avere anche una funzione di protezione del territorio.
Darwin sapeva anche che l’apprendimento è un elemento centrale sia del canto animale che del linguaggio umano e serve a distinguerli da altri cosiddetti canti (gibboni, rane, grilli), i quali sono innati.
L’idea darwiniana di un protolinguaggio simile alla musica è affascinante e coerente con i dati cognitivi e neurali che abbiamo a disposizione. Alla biologia e all’evoluzione della musica, cioè alla nascente biomusicologia, viene ormai rivolto l’invito a frequentare più assiduamente la biolinguistica, in modo da farci capire le basi biologiche della musica e soprattutto aspetti profondi e complessi del rapporto tra cognizione e cultura umana.
Un ipotesi interessante è che il linguaggio ipnotico, con i suoi ritmi, le sue cadenze e la sua “semplicità” sintattica, sia quello che più di ogni altro si avvicina al protolinguaggio. Questo spiegherebbe la sua possibilità di influire su aspetti profondi della nostra mente e della nostra esperienza.
Link: SconfinataMente
L'ipnosi nello sport: Giorgio Rocca trionfa
Ipnosi, Autoipnosi, Sport, Psicologia.
“Per uno che ama lo sci come lo amo io, non c'e' sensazione più bella che gareggiare e far fare agli sci proprio quello che voglio, sino a vincere. Scio, mi diverto e vinco, e' il massimo... E' stata qui la sensazione più bella, quella di far fare agli sci esattamente quel che voglio io”. Giorgio Rocca spiega così la sua magica serie di 4 successi consecutivi.
Lo stato di grazia di Giorgio Rocca, nella piena maturità dei suoi 30 anni, ha comunque varie spiegazioni. “Il nostro, quello dello slalomista, è uno sport particolare - spiega lo stesso Rocca - perchè la potenza fisica e la tecnica contano, ma conta moltissimo anche la testa, la capacità di gestire le emozioni, la capacità di attaccare di più o di meno, secondo le difficoltà che hai davanti, altrimenti salti”. Questo equilibrio tra aggressività e prudenza tattica Rocca ormai lo ha davvero raggiunto. Non si vincono per caso quattro gare in serie contro rivali agguerriti. Rocca ha un maturità agonistica ma anche una maturità umana che gli deriva dall’età, dal matrimonio con Tanya conosciuta fin dal liceo, dalla nascita due mesi fa del piccolo Giacomo e da tutta una serie di fattori tecnici. Tra questi ci sono gli sci di marca austriaca che Rocca ha da un paio di anni, quelli del Wunderteam. ‘è l’assistenza del preparatore atletico, Alberto Manzoni e c’è anche l’aiuto del professore Giuseppe Vercelli, psicologo dell’università di Torino che con una sorta di autoipnosi ha consentito a Giorgio al massimo la capacità di concentrarsi. Quando Rocca è al cancelletto di partenza di una gara stringe nei pugni i bastoncini e parte all’attacco lasciandosi alle spalle ogni cattivo pensiero, ogni incertezza, tutto concentrato soltanto su quel che ha da fare: vincere.
Sono molto contento che uno dei più bei simboli viventi dello sport italiano usi l’ipnosi con piena soddisfazione. Ciò contribuisce anche a sfatare il mito che l’ipnosi sia una specie di sonno oppure che sia ciò che Giucas Casella fa vedere in televisione. L’ipnosi può creare nella persona – nello sportivo in questo caso – uno stato di pieno accesso alle proprie risorse. Non sostituisce il talento personale, ma lo esalta.
Fonte della notizia: Ansa.
“Per uno che ama lo sci come lo amo io, non c'e' sensazione più bella che gareggiare e far fare agli sci proprio quello che voglio, sino a vincere. Scio, mi diverto e vinco, e' il massimo... E' stata qui la sensazione più bella, quella di far fare agli sci esattamente quel che voglio io”. Giorgio Rocca spiega così la sua magica serie di 4 successi consecutivi.
Lo stato di grazia di Giorgio Rocca, nella piena maturità dei suoi 30 anni, ha comunque varie spiegazioni. “Il nostro, quello dello slalomista, è uno sport particolare - spiega lo stesso Rocca - perchè la potenza fisica e la tecnica contano, ma conta moltissimo anche la testa, la capacità di gestire le emozioni, la capacità di attaccare di più o di meno, secondo le difficoltà che hai davanti, altrimenti salti”. Questo equilibrio tra aggressività e prudenza tattica Rocca ormai lo ha davvero raggiunto. Non si vincono per caso quattro gare in serie contro rivali agguerriti. Rocca ha un maturità agonistica ma anche una maturità umana che gli deriva dall’età, dal matrimonio con Tanya conosciuta fin dal liceo, dalla nascita due mesi fa del piccolo Giacomo e da tutta una serie di fattori tecnici. Tra questi ci sono gli sci di marca austriaca che Rocca ha da un paio di anni, quelli del Wunderteam. ‘è l’assistenza del preparatore atletico, Alberto Manzoni e c’è anche l’aiuto del professore Giuseppe Vercelli, psicologo dell’università di Torino che con una sorta di autoipnosi ha consentito a Giorgio al massimo la capacità di concentrarsi. Quando Rocca è al cancelletto di partenza di una gara stringe nei pugni i bastoncini e parte all’attacco lasciandosi alle spalle ogni cattivo pensiero, ogni incertezza, tutto concentrato soltanto su quel che ha da fare: vincere.
Sono molto contento che uno dei più bei simboli viventi dello sport italiano usi l’ipnosi con piena soddisfazione. Ciò contribuisce anche a sfatare il mito che l’ipnosi sia una specie di sonno oppure che sia ciò che Giucas Casella fa vedere in televisione. L’ipnosi può creare nella persona – nello sportivo in questo caso – uno stato di pieno accesso alle proprie risorse. Non sostituisce il talento personale, ma lo esalta.
Fonte della notizia: Ansa.
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