31 gennaio 2006

Dolore neuropatico spontaneo (ongoing)

Il dolore neuropatico spontaneo (ongoing) – che si può manifestare a volte come conseguenza a lungo termine di lesioni o malattie – non è provocato dalle fibre nervose danneggiate, ma da quelle ancora sane. In precedenza l’attenzione dei ricercatori si era concentrata sulle fibre nervose che risultavano danneggiate dall’evento patologico, ma i meccanismi che innescano lo stimolo doloroso erano rimasti del tutto ignoti. A provocare il dolore, che spesso assume la sensazione di un intenso bruciore, sono i nocicettori che innervano gli organi e la pelle quando vengono stimolati erroneamente dall’infiammazione che interessa i fasci nervosi danneggiati o i tessuti circostanti.

Gli antidolorifici di uso corrente mostrano di avere una efficacia solo relativa su queste forme.

Fonte: Journal of Neuroscience

25 gennaio 2006

L'emozione amplifica la memoria episodica

L'emozione amplifica la memoria di eventi neutri precedenti.

Gli eventi emotivamente significativi hanno un posto privilegiato nella memoria, probabilmente a causa della particolare attenzione che su tali eventi poniamo.
Secondo uno studio recente, esiste un intervallo critico, dopo un accadimento, all’interno del quale l’attivazione emotiva deve verificarsi, affinché la memoria di quell’accadimento possa essere amplificata. Coloro che hanno partecipato all’esperimento, infatti, ricordavano meglio dei volti neutri o delle case visti in fotografia, se seguiti, entro un certo intervallo successivo, da scene emotivamente attivanti.
L’attivazione emotiva agisce specificamente sul richiamo cosciente, più di una discriminazione basata sulla familiarità. Inoltre, nessuna amplificazione retrograda è stata riscontrata nel caso di foto seguite da scene altamente memorabili ma non emotivamente attivanti.

Questi studi indicano che l’attivazione emotiva (dopo la codifica dello stimolo) gioca un ruolo importante nel migliorare il consolidamento della memoria episodica.

Fonte: Proceedings National. Academy of Sciences

24 gennaio 2006

Giucas Casella: da non confondere con l'Ipnosi

La RAI permette che il pubblico associ lo show di Casella all'ipnosi.

"Ciò che è avvenuto ieri – hanno commentato il Codacons e l’Associazione Utenti dei servizi radiotelevisivi (aderente al Codacons) in riferimento alla lite del giorno prima su Domenica In – è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I telespettatori sono stanchi di assistere a scene di questo tipo in tv, e quelli più battaglieri ci stanno chiedendo aiuto per ottenere la restituzione del canone, non essendo più disposti a subire questa tv volgare."

Aggiungo che da tempo psicologi, medici e psicoterapeuti specializzati in ipnosi e ipnoterapia avrebbero dovuto smettere di pagare il canone RAI: Giucas Casella è ritornato, dopo qualche anno, dopo un silenzio dovuto all'intervento della Società Italiana di Ipnosi, a spacciare il suo spettacolo spazzatura per ipnosi.

Ecco cosa vende il mago sul sito ufficiale: Giucas Casella. Ed anche la RAI contribuisce ad alimentare la credenza sui suoi poteri: RAI Uno.

22 gennaio 2006

Smettere di fumare, Ipnosi e differenze fra uomo e donna

Per le donne è più difficile smettere di fumare, con o senza ipnosi.

Secondo una recente meta-analisi, gli uomini hanno una probabilità maggiore di sviluppare astinenza dal fumo rispetto alle donne, dopo un trattamento ipnotico per smettere di fumare. La probabilità è 1.37 volte maggiore.
Queste differenze fra uomo e donna concordano con le differenze riscontrate anche dagli altri approcci e riportate nella letteratura scientifica.

Fonte: A Meta-Analysis of Gender, Smoking Cessation, and Hypnosis: A Brief Communication
Joseph P. Green, Steven Jay Lynn and Guy H. Montgomery (IJCEH)

20 gennaio 2006

Ipnosi e conflitto cognitivo

Di fronte a un conflitto, gli individui ipnotizzati hanno tempi di reazione più rapidi.

La suggestione ipnotica può regolare l’attività delle regioni cerebrali che gestiscono i conflitti cognitivi, ovvero il modo in cui il cervello elabora risposte in competizione fra loro.
Un classico esempio di conflitto cognitivo è dato dalla difficoltà di nominare il colore dell’inchiostro di lettere che formano il nome di un colore incongruente: per esempio, quando la parola “rosso” è scritta con inchiostro verde. In passato, Amir Raz e colleghi avevano dimostrato che la suggestione ipnotica riduce il conflitto cognitivo negli individui maggiormente suscettibili all’ipnosi. Per determinare quali regioni del cervello fossero responsabili di questa riduzione di conflitto, i ricercatori hanno ora studiato le immagini dell’attività cerebrale esibita dai partecipanti durante gli esercizi.
Usando una suggestione post-ipnotica, i ricercatori hanno istruito alcuni individui a interpretare i nomi dei colori come se fossero parole senza senso, consentendo presumibilmente ai partecipanti di concentrarsi sul colore dell’inchiostro senza essere distratti dal significato della parola. In questo modo, gli individui più facilmente ipnotizzabili hanno esibito una maggior precisione e tempi di reazione più rapidi rispetto agli individui meno predisposti all’ipnosi.
Le tecniche di brain imaging hanno mostrato che la suggestione ipnotica agiva generalmente sull’elaborazione visiva, che a sua volta agisce sull’attività cerebrale legata alla risoluzione dei conflitti. Questi risultati potrebbero far luce su come la suggestione ipnotica influenza l’attività del cervello durante la terapia.

Amir Raz, Jin Fan, Michael I. Posner, “Hypnotic suggestion reduces conflict in the human brain”. Proceedings of the National Academy of Sciences (2005).